CARTA RISCHIO CARDIOVASCOLARE – 02. INTRODUZIONE ALLA CARTA DI RISCHIO

In Italia, come in tutti i paesi industrializzati, le malattie cardiovascolari, rappresentano di gran lunga la prima causa di morte. Infatti, nel nostro paese si registrano ogni anno non meno di 100 mila nuovi casi di malattia coronarica e 130 mila di ictus cerebrale.

   La prima Carta Italiana del Rischio Cardiovascolare, una tabella del cuore, offre la possibilità per milioni di malati italiani, di conoscere,  su basi scientifiche, il rischio che una persona, che non ha mai avuto manifestazioni cliniche di tipo cardiovascolare, ha di morire improvvisamente o di essere colpita per la prima volta da infarto o da ictus, accrescendo, in questo modo, le possibilità di prevenire.

 

Infatti, incrociando un certo numero di informazioni (età, sesso, diabete, fumo, pressione e colesterolo) si scopre se e in quale percentuale un individuo che non ha mai avuto manifestazioni cliniche di tipo cardiovascolare, rischia di andare incontro nei successivi 10 anni a una patologia del cuore o del cervello: infarto al miocardio, morte improvvisa, interventi sulle coronarie o ictus. 

 

Questa nuova "Carta" del rischio, verrà distribuita gratuitamente dai cardiologi e dai medici di famiglia italiani. Essa consiste in una serie di tabelle formate da caselle colorate: una volta individuata la tabella relativa alla propria classe di età e alla propria condizione (diabetico o fumatore) e identificato il proprio sesso, basta posizionarsi sulla casella corrispondente ai valori della pressione e del colesterolo per conoscere attraverso una scala cromatica le probabilità di incorrere in infarto o ictus nei prossimi dieci anni.

   Questa non è né la prima né l’unica carta realizzata per misurare il cuore, ma è la prima e l’unica con una caratteristica che la distingue dalle precedenti versioni. Prende in considerazione, infatti, sia gli eventi cardiaci che quelli cardiovascolari, avendo come riferimento il paziente italiano e non quello americano o inglese, come nelle tante tabelle in circolazione e permette di confrontare il proprio rischio cardiovascolare con quello medio della popolazione italiana. 

La carta Italiana del Rischio Cardiovascolare è stata calcolata in base ai dati dei seguenti tre studi epidemiologici prospettici compiuti in soggetti italiani di ambo i sessi, tra i 35 e 74 anni, esenti inizialmente da malattie cardiovascolari, con un follow-up complessivo di oltre 55.000 anni/persona:

  • Studio ECCIS - Centro per la Lotta contro l'infarto, ROMA

  • IRA-SCS (Aree Rurali Italiane del seven Countries Study) Associazione per la ricerca Cardiologica, Roma

  • Studio di Gubbio - Centro Ricerca Merck Sharp & Dohme Italia, Roma

 Il rischio è suddiviso in assoluto  e relativo 

  • Rischio Assoluto: è la probabilità, espressa in percentuale, di andare incontro nei   successivi 10 anni ad uno degli eventi su indicati: ad esempio, un rischio  assoluto del 10% significa che il soggetto ha una probabilità del 10% di avere nei  successivi 10 anni uno degli eventi su indicati.

  • Rischio Relativo: è il rischio che un determinato individuo ha di avere nei successivi 10 anni uno degli eventi su indicati rispetto ad un "italiano medio" dello stesso sesso e detà e che abbia i valori medi italiani degli altri fattori di rischio. Ad esempio, un Rischio Relativo da una a due volte significa che quell'individuo ha un rischio aumentato fino al doppio, rispetto ad un coetaneo dello stesso sesso, di avere nei successivi 10 anni uno degli eventi su indicati.

Nel caso in cui dalla tabella vengano fuori dati preoccupanti per il paziente, il medico consiglierà di modificare determinati comportamenti: niente sigarette se il fumo è tra i fattori segnalati, dieta e, se necessario, farmaci se i valori del colesterolo destano qualche preoccupazione.

 
In linea generale, ricordano i cardiologi, la popolazione italiana è più protetta rispetto ai nordeuropei e agli americani e questo grazie a un tipo di alimentazione ricca di frutta e verdura e arricchita, dalle virtù benefiche del vino rosso. Fra uomini e donne, queste ultime hanno minori probabilità di ammalarsi per una questione ormonale. Poi, superati i 75 anni e andando verso gli 80, i due sessi tornano sullo stesso piano.

   

La carta Italiana del Rischio Cardiovascolare è patrocinata da:

  • Federazione Italiana di Cardiologia (ANMCO-SIC)

  • Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE)

  • Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa

  • Forum per la Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari in Italia

  • Società Italiana di Diabetologia.