CARTA RISCHIO CARDIOVASCOLARE – 03. RISCHIO RELATIVO

La Carta Italiana permette di calcolare, in base ad alcune semplici informazioni facilmente ottenibili, il rischio "relativo" che un individuo, apparentemente sano dal punto di vista cardiovascolare, ha di avere nei successivi 10 anni un infarto, un ictus, un intervento sulle coronarie, oppure di morire improvvisamente o comunque per cause cardiache, rispetto ad un "italiano medio", dello stesso sesso ed età, e che abbia i valori medi italiani degli altri fattori di rischio. 

Ad esempio, un rischio relativo uguale o inferiore a 1 volta significa che quell'individuo ha un rischio uguale o inferiore al rischio medio atteso per un coetaneo dello stesso sesso di avere un evento cardiovascolare importante nei 10 anni successivi; ugualmente, un rischio relativo da 1 a 2 volte significa che quell'individuo ha un rischio aumentato sino al doppio, rispetto a un coetaneo dello stesso sesso.

Per ottenere la stima del rischio relativo di un soggetto:

•      a seconda dell'età e del numero di sigarette fumate, identificare nella tabella prescelta la casella corrispondente ai valori della pressione sistolica, cioè massima, (suddivisa in classi di 20 mm Hg) e del colesterolo totale nel sangue (suddiviso in classi di 40 mg/dL);

•      in base al colore della casella, il rischio cardiovascolare relativo sarà il seguente:

 Livello di rischio entro 10 anni

  a 1 volta   da 1 a 2 volte   da 2 a 3 volte   da 3 a 4 volte   da 4 a 5 volte   oltre 5 volte

 

L'interpretazione corretta del rischio calcolato in base a questa Carta deve essere fornita dal proprio medico di fiducia: per un determinato individuo, infatti, il rischio può risultare maggiore di quello calcolato in caso di: ipercolesterolemia familiare, bassi valori di colesterolo HDL o elevati valori di trigliceridi, storia familiare di morti precoci per malattie delle coronarie o per ictus.